Perdite in gravidanza e perdite di sangue in gravidanza: cause, consigli e rimedi

Uno dei disturbi che spaventano di più una donna in gravidanza sono le perdite. Cerchiamo di capire da cosa sono causate e come bisogna comportarsi se si presentano.

La gravidanza è spesso accompagnata da svariati disturbi, alcuni dei quali possono destare molta ansia e preoccupazione nella futura mamma. Tra di essi quello che in assoluto spaventa di più sono le perdite. Queste ultime sebbene possano essere sintomo di problemi seri e mettere in pericolo la salute del feto, in altre situazioni non costituiscono un fattore di rischio ma sono semplicemente una conseguenza dei profondi cambiamenti che subisce l'organismo nel corso della gestazione.

Le perdite sono di diverso colore e odore e tali elementi vanno osservati con attenzione, in quanto rappresentano un indicatore importante per capire se è il caso di allarmarsi oppure no. Al di là di questo, comunque, è sempre buona norma, qualora si verifichi una situazione del genere, rivolgersi al proprio ginecologo che dopo un'accurata visita saprà dare le indicazioni da seguire e l'eventuale cura da fare. Vediamo, una per una, le tipologie di perdite che si possono avere in gravidanza.

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Perdite marroni

Queste perdite indicano una perdita ematica. Se marroni, sono sangue secco, se rossastre, sono sangue vivo. Risultano abbastanza frequenti nei primi mesi di gravidanza e, in tal caso, non rappresentano un pericolo per il bambino, poiché sono causate dai mutamenti che subiscono le pareti uterine. Se, invece, compaiono nell'ultimo periodo della gestazione potrebbero essere un segnale di allarme relativo a problemi nello sviluppo del bambino o nella posizione assunta da lui in prossimità del parto.

Perdite rosa

Queste perdite in genere non sono pericolose e potrebbero solo essere dei residui di ciclo mestruale.

Perdite mucose bianche

La presenza di perdite mucose di colore bianco si verifica, in linea di massima, sempre nei primi mesi di gravidanza e queste perdite sono scatenate dai grandi cambiamenti che avvengono nel corpo femminile durante la dolce attesa, tra i quali un assestamento degli organi genitali interni.

Perdite giallastre

Le perdite di colore giallognolo sono da ritenersi altrettanto innocue e come le precedenti sono tipiche del primo periodo della gestazione. Tuttavia, qualora siano accompagnate da prurito intimo e cattivo odore significa che è in corso un'infezione, di conseguenza occorrerà rivolgersi tempestivamente al proprio ginecologo per capire come agire e se è il caso di prendere dei medicinali.

Perdite trasparenti

Le perdite trasparenti, simili all'acqua, possono derivare dalla maggiore lubrificazione degli organi genitali o essere perdite di urina, in quanto il feto, andando avanti nello sviluppo, esercita una pressione sulla vescica.

Perdite verdi

Le perdite verdi sono quasi sempre sintomo di un'infezione vaginale, come ad esempio la candidosi, molto fastidiosa ma non pericolosa per il bambino se curata nel modo giusto.

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Cause delle perdite in gravidanza

Le cause delle perdite in gravidanza, come abbiamo avuto modo di accennare in precedenza, sono svariate e non dipendono sempre da una problematica seria. Alle volte sono un semplice disturbo della gestazione che scomparirà in modo naturale, per cui non bisogna allarmarsi subito. Certe volte, però, sono una conseguenza di un trauma subito dal corpo.  

Ad esempio, la comparsa di perdite può avvenire dopo aver avuto un rapporto sessuale. Ciò accade in quanto il collo dell'utero, nel corso della gravidanza, è più sensibile del normale alle stimolazioni. Sarà, dunque, necessario evitare il sesso fino a quando non cesseranno le perdite e fare più attenzione in futuro.

Le perdite si possono scatenare anche a seguito di una visita ginecologica, poiché la mucosa vaginale è particolarmente sensibile alle sollecitazioni. In alcuni casi potrebbero anche essere causate dalla rottura di un capillare.

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Scendendo più nel dettaglio, vi sono casi in cui le perdite sono il sintomo di patologie più serie e necessitano di un'immediata visita dal ginecologo per capire cosa fare. In tal senso, una causa a monte potrebbe essere la formazione di polipi o di fibromi, tumori benigni posizionati sulle pareti del collo dell'utero, curabili con adeguati trattamenti. Un'altra causa sono le infezioni. Come indicato prima, la futura mamma potrebbe contrarre la candida. Allo scopo di evitarle bisogna rispettare una rigorosa igiene intima, preferendo biancheria intima di cotone.

Da non sottovalutare sono le perdite ematiche, in quanto potrebbero essere il segnale del distacco della placenta, di minacce di aborto e di un aborto vero e proprio. Nel primo caso se si agisce per tempo recandosi dal proprio ginecologo non si hanno conseguenze né per il feto né per la madre. In caso di minacce di aborto le perdite non sono abbondanti e si hanno dolori al basso ventre non eccessivi. Se, invece, è in atto un aborto vero e proprio, le perdite sono abbondanti e i crampi addominali forti. In entrambi i casi è bene recarsi al Pronto Soccorso.

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Rimedi delle perdite in gravidanza

Non esiste una soluzione standard e universale per le perdite in gravidanza. L'unica cosa da fare per stare tranquille, ci teniamo a ribadirlo, è andare dal ginecologo e farsi visitare. Il medico, laddove lo riterrà opportuno, potrà prescrivere alcune analisi da fare e in base ad esse decidere la cura più adeguata. Gli accertamenti che potrebbero essere richiesti sono: analisi del sangue e l'ecografia, indispensabile per controllare la condizione del bambino e che il suo sviluppo proceda nel modo giusto. Consigliamo di evitare "rimedi casalinghi" contro eventuali perdite e affidarsi sempre al proprio medico.

Fonti
pianetamamma
farmacoecura
bambinopoli
periodofertile
benessere360
amando.it

Foto
Foto 1: mypregnanthealth 
Foto 2: slate
Foto 3: gospelherald
Foto 4: livescience

Elisabetta Rossi

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