Gravidanza extrauterina: cos'è, conseguenze, come si cura e rimedi

Sono almeno 15mila le donne che presentano ogni anno una gravidanza extrauterina. Vediamo insieme di cosa si tratta, come si cura e quali sono le sue conseguenze.

Si parla di gravidanza extrauterina, detta anche ectopica, quando l'embrione si annida al di fuori dell'utero. In queste condizioni, purtroppo, ci si trova una donna su 100. Normalmente il futuro embrione si sviluppa nella parete uterina, mentre in questi casi il feto inizia a crescere nella tuba, ma può anche accadere che avvenga nelle ovaia o nel collo dell'utero. Non è possibile prevenire questo fenomeno in quanto si tratta di un caso imprevedibile e si verifica nello 0,8 – 2% delle gravidanze totali. La gravidanza extrauterina rappresenta un pericolo per la mamma e non può sicuramente essere portata avanti come nei casi normali. Capita, infatti, che si arresti precocemente e se ciò non avviene, occorre comunque intervenire per porre una fine.

L'embrione, nel crescere, potrebbe provocare la rottura della tuba in cui si trova e provocare una forte emorragia. A volte, nei casi più gravi, alle perdite ematiche segue il collasso, un'anemia molto grave e la morte della gestante. Si consiglia sempre l'ospedalizzazione e l'osservazione medica per avere sotto controllo i parametri vitali. Quando capita, dunque, di avere un ritardo delle mestruazioni e dolori nel basso ventre con perdite di sangue bisogna subito contattare uno specialista. Talvolta l'emorragia provocata dall'evoluzione dell'ovulo può essere anche lenta e quindi non manifestarsi con dolori forti. Con la diagnosi precoce, i casi in cui si arriva alla rottura della tuba sono molto comunque bassi e il rischio di mortalità infatti appare minimo (0,5 su 1000).

Nei casi di gravidanza extrauterina l'embrione si annida al di fuori dell'utero

La donna va operata con urgenza: l'intervento chirurgico consiste in un'ablazione totale o parziale della tuba. Solitamente l'operazione viene eseguita mediante laparoscopia in modo che non resti una cicatrice troppo grande. In altri casi si può anche ricorrere ad un trattamento farmaceutico.

 Gravidanza extrauterina, quali sono le cause?

Le cause che possono provocare una gravidanza extrauterina sono tante. Prima di tutto alla base potrebbero esserci un'alterazione della struttura delle tube, infezioni all'apparato riproduttivo, endometriosi, infertilità, età avanzata della donna o precedenti operazioni pelviche. Il fatto di aver già avuto in passato una gravidanza ectopica aumenta il rischio per il futuro.

Gravidanza extrauterina, quali sono i maggiori sintomi?

Non sempre la gravidanza extrauterina si manifesta con sintomi, ma nella maggior parte dei casi si tratta comunque di dolori pelvici che possono essere più o meno forti e che possono interessare anche un solo lato. Ci possono essere anche delle anomalie mestruali, come il ritardo del ciclo oppure mestruazioni più abbondanti o del tutto scarse. Ci sono anche casi in cui la donna non è cosciente di essere incinta e quindi non sa nemmeno che si tratta di una gravidanza ectopica. Le perdite di sangue saranno più acquose e scure rispetto alle classiche mestruazioni. Altre, invece, hanno tutti i sintomi di una gestante, ma il test di gravidanza risulta negativo, oppure ci sono quelle che hanno il test di gravidanza positivo e poi solo l'ecografia rivela la presenza del feto all'esterno dell'utero. Quando non ci sono sintomi non è detto che la gravidanza extrauterina si interrompa da sola, ma l'embrione può anche continuare a svilupparsi.

Gravidanza extrauterina, come fare la diagnosi?

La diagnosi è data dall'ecografia e dal risultato delle analisi del sangue e più precisamente dei livelli di ormone Beta – hCG nel sangue. Quando aumentano nel tempo, ma in maniera più lenta rispetto ad una gravidanza normale, significa che ci troviamo di fronte ad una gravidanza ectopica.

 Gravidanza extrauterina, come intervenire?

 A seconda della gravità sono diversi i modi con cui possiamo intervenire.

La prima strada è quella dell'attesa. Non bisogna far nulla e si attende che la situazione si risolva da sola. Questa procedura solitamente funziona nel 70% dei casi, ma solo quando si presentano determinate condizioni: niente dolori, nessuna emorragia interna, camera gestazionale stabile e di piccole dimensioni. Bisogna effettuare controlli clinici quasi quotidiani fino a quando non sapremo che la gravidanza si è interrotta spontaneamente.

Si passa, invece, al trattamento medico quando i livelli di Beta- hCG non diminuiscono. La gestante deve assumere un farmaco chemioterapetico, il cosiddetto metotrexate, che impedisce la replicazione cellulare. Questa soluzione terapeutica viene intrapresa quando la gravidanza extrauterina si trova in una fase iniziale o comunque non troppo avanzata  e se la donna non presenta né dolori, né emorragie interne.

L'ultimo step è quello del trattamento chirurgico che consiste nell'incisione e nella spremitura della tuba in cui è andato ad annidarsi l'embrione. In questo caso si parla di salpingotomia. Si procede con l'incisione dell'addome tramite laparotomia  quando ci sono casi di emorragia incontrollabili, gravidanza cervicale o addominale e quando la donna  si presenta in stato di shock. Soltanto nel 20% dei casi si deve arrivare all'asportazione totale o parziale della tuba (salpingectomia). Tale procedura viene applicata soprattutto se il diametro della camera gestazionale è maggiore di 5 centimetri.

Gravidanza extrauterina e fertilità: cosa c'è da sapere?

Nei casi di gravidanza extrauterina, la fertilità può essere compromessa solo nei casi in cui la donna abbia una sola tuba e debba per forza essere asportata. Con le tecniche di fecondazione assistita si può avere una gravidanza normale con utero e ovaie funzionanti. Il rischio di una recidiva aumenta di circa 7 - 9 volte quando una persona ha già avuto una gravidanza extrauterina. Ovviamente i rischi diminuiscono quando alla gravidanza extrauterina è già seguita una normale gravidanza in utero.

Gravidanza extrauterina, quali sono gli altri sintomi?

 Ci sono altri sintomi di gravidanza extrauterina che solitamente compaiono tra la quarta e la decima settimana di gravidanza.

Ecco i segnali più evidenti:

  • dolore continuo e forte da una parte dell'addome
  • dolore a una spalla causato dall'emorragia interna che irrita il diaframma
  • perdite di sangue anormali
  • dolori al ventre dopo un rapporto sessuale
  • senso di pressione nel retto
  • vomito, nausea
  • febbre
  • collassi, svenimenti, accelerazione del battito cardiaco, abbassamento repentino della pressione e vertigini.

 Alcune donne, invece, non presentano sintomi di gravidanza extrauterina e si accorgono di questa condizione soltanto con il passare delle settimane, quando vengono fatti esami specifici ed ecografie. Sia l'ecografia transvaginale che quella transaddominale possono mostrare l'assenza di una camera gestazionale nella cavità endometriale.

Tiziana Casciaro

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