Come si calcola il periodo del concepimento e il momento del parto?

Siete rimaste incinta ma non sapete come calcolare il momento del concepimento e del futuro parto? Niente paura, questo articolo vi aiuterà a fare chiarezza.

Molte donne, soprattutto se sono alla prima gravidanza, trovano difficoltà a comprendere come calcolare le settimane di gestazione e capire in che periodo dovrebbero partorire. Esistono diversi siti dove effettuare elettronicamente questo tipo di calcolo inserendo alcuni parametri ma naturalmente il risultato che si ottiene è solo approssimativo. Stessa cosa se si vuole restare incinta e capire il periodo in cui si è fertili.

Nel primo caso bisogna partire da un presupposto: i ginecologi non ragionano in termini di "mesi" quanto in termini di settimane. È su questa base che stabiliscono il periodo del concepimento e la data in cui la donna dovrebbe partorire. Sebbene la maggior parte delle persone tende a pensare che la gestazione inizi quando avviene la fecondazione, in realtà le settimane della gravidanza vengono calcolate a partire dall'ultimo ciclo mestruale, dunque con una "differita" di quindici di giorni. Ciò consente di avere una maggiore sicurezza sul momento effettivo del parto, in quanto essendo difficile conoscere con precisione il giorno del concepimento, i medici preferiscono prendere come riferimento il dato della mestruazione, che è certo e incontrovertibile. 

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Allo scopo di avere informazioni ancora più precise e dettagliate, i ginecologi considerano anche i giorni della gestazione. Lo strumento impiegato per calcolare la presunta data del parto e del concepimento è il regolo ostetrico. Di sicuro, per chi è incinta o lo è stata in passato, lo avrà visto nelle mani del proprio dottore. Si tratta, nello specifico, di un cerchio con indicati i mesi e tutta una serie di numeri.

A questo punto, è necessario fare luce su un altro aspetto. Dire che una donna è in dolce attesa da 18 settimane più 2 giorni, non sta a significare che si trova ancora nella diciottesima settimana, bensì che è entrata già nella diciannovesima.

Fatte queste considerazioni, la data del parto si ottiene contando 40 settimane dall'ultima mestruazione. È ovvio, tuttavia, che non si tratta di dati assoluti e una donna potrebbe partorire prima o dopo il termine previsto.

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La conferma precisa della datazione si ha solo dopo aver effettuato la prima ecografia. Nel corso della visita viene misurata la lunghezza cranio-caudale del feto e insieme ad altri parametri di riferimento a disposizione del ginecologo, verrà stabilito con maggiore certezza il momento della fecondazione e il termine della gravidanza. Se l'ecografia viene fatta tra la 5° e la 10° settimana di gestazione viene chiamata "precoce" e con essa si individua l'impianto in utero e le sue dimensioni. Nelle ecografie successive si potrà cogliere l'attività cardiaca del feto.

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Oltre al giorno del concepimento e del parto, è possibile, come accennato all'inizio, qualora si stesse tentando di rimanere incinta, calcolare il periodo in cui si è fertili per avere maggiori possibilità di riuscita. In proposito, si può fare ricorso a strumenti elettronici, ad esempio ci sono applicazioni per lo smarthphone che effettuano questo tipo di calcolo inserendo pochi e semplici parametri, come l'ultimo ciclo e la durata media dello stesso. In alternativa ci sono siti web che offrono il medesimo servizio previa digitazione dei parametri menzionati poco prima. Va sempre tenuto in considerazione, però, che questi strumenti non sono affidabili al 100%, soprattutto se s'impiegano per evitare gravidanze indesiderate. Occorre sempre avere rapporti protetti per stare al sicuro.

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Ma quali sono i sintomi più comuni dell'inizio di una gravidanza? Ve ne elenchiamo dieci:

  1. Ritardo del ciclo: è un campanello di allarme valido soprattutto per le donne che hanno un ciclo molto regolare;
  2. Piccole perdite di sangue: all'inizio di una gravidanza ci possono essere leggere perdite di sangue ma se si verificano è opportuno farlo presente al medico;
  3. Seno molto sensibile: la fecondazione scatena un incredibile effetto ormonale e comporta un aumento del seno e una maggiore sensibilità dello stesso;
  4. Capezzoli più scuri: sempre a causa degli ormoni e di una maggiore irrorazione sanguigna, i capezzoli, la vulva e l'areola possono scurirsi;
  5. Fastidio per gli odori: durante la gravidanza alcune donne possono sviluppare una certa sensibilità a determinati odori, trovandoli insopportabili;
  6. Aumento dell'appetito: con la dolce attesa, il corpo cambia, ha bisogno di più energie e di conseguenza cresce il senso di fame della gestante;
  7. Gonfiore addominale: la gravidanza comporta un aumento della produzione di progesterone che causa stitichezza e gonfiore;
  8. Basso ventre in tensione: può capitare che le donne incinta avvertano tensione nel basso ventre causata dal cambiamento ormonale e dalla preparazione del corpo allo sviluppo del feto;
  9. Minzione: nel primo periodo della gravidanza ma anche in seguito cresce nelle donne la necessità di urinare più del solito;
  10. Stanchezza: la gravidanza, soprattutto all'inizio, può comportare un senso di stanchezza generale e di vertigini, sintomi dovuti a un abbassamento della pressione del sangue.

Fonti
periodofertile
nostrofiglio
bimbisaniebelli
pianetamamma

Foto
Foto 1: tuoitre
Foto 2: capedental
Foto 3: rtkenvironmental
Foto 4: pregnancymagazine

Elisabetta Rossi

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